venerdì 14 settembre 2007

Dalla Terra # 11


OCLIS:LA GENESI

Tutto partiva da una radice,proprio cosi,una semplice radice di albero.Volevo che nei miei quadri astratti ci fossero sia un simbolico elemento della terra e della creazione ma con un senso etereo ,quasi volatile dello spazialismo astratto.Non è molto chiaro,posso capirlo,sono anche io al quanto perplesso su questo concetto di terra e spazio,ma lo trovo un contrasto molto affascinante.Sono molti gli elementi che compongono le mie opere.A parte le classiche forme ramificate ho provato ad introdurre elementi sia surrealistici e addirittura metafisici,nella citazione dei porticati di De Chirico.Il primo quadro si intitola:"Il possessivo",ed è del 2005.Il senso di spazio in questa rappresentazione è visto come invadente e opprimente come una ragnatela che occupa tutto lo spazio;disturbando quello che alle spalle appare come un pacifico tramonto.Gli elementi floreali servono a segnalare il senso di natura e vivacità,frequente nella maggior parte delle opere.
Nel secondo è anche più marcato questo concetto.Il suo titolo è "Gli idealisti",ed è del 2003;se notate bene quelli che possono sembrare una serie di alberi stilizzati e legati come fossero corde sono una sorta di bosco al rovescio.Gli idealisti vanno spesso controcorrente per affermare le proprie idee.
Il terzo ed ultimo è il più complesso sia come è stato realizzato ma anche da spiegare.Si intitola "Ommmm...",del 2006.In poche e spero comprensibili parole,si tratta del Ommm...quello che si dice in meditazione quando si vuole liberare la mente e che pare sia il primo suono dell'universo quello che avvene durante tutta la creazione.L'elemento simbolico della croce e della centralità come il cerchio spezzato da una sorta di occhio ultraterreno e le onde cosmiche ai lati come senso di energia implosa e poi esplosa.Chiaro? No? pazienza,io ci dormo comunque.Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà di arte grottesca.

Bye-bye!


martedì 11 settembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 11


Una bella responsabilità quella che mi sono dovuto accollare un paio di giorni fa visitando per puro caso un pianeta di nome Otangab.Ero stato invitato dal principe Osotinav,unico erede del regno di Errat,l'unico stato del pianeta dato che quasi l'80% della sua superficie è bagnato dal mare.
Con la scusa di regalarmi una sua opera mi ha quasi obbligato a visitare una grande e al quanto movimentata città chiamata Ogoffa.Il motivo di così tanto concitato fervore,per non dire panico, era che in pochi giorni quel luogoo sarebbe stato sommerso dal mare.Quindi non mi sentivo cosi tanto allegro a dover sostare in quel posticino.
Ero persino in compagnia del Cancelliere e Governatore della città ,un certo Otudnev,che voleva a tutti i costi un suo ritratto con la costa e la sua cittadina come sfondo.Un ricordo che solo un rinomato pittore come me poteva realizzare;queste le sue parole.Io invece me la stavo facendo sotto.Metti che il maremoto si sarebbe fatto vedere prima del previsto.Io non so manco nuotare.
Un'intera giornata per un solo quadro:Lo voleva dettagliato, il Cancelliere,manco fossi un pittore fiammingo,dato che voleva si notasse bene la sua nuova divisa.
Il suo sguardo era sereno,non gli importava niente se la sua città' sarebbe scomparsa nel nulla e i suoi abitanti senza più una casa.No lui aveva già un altro incarico di governatore in un altra città'.Per la serie ognuno pensi alla pancia sua.Il principe Osotinav per i miei servigi volle che fossi il suo pittore di corte fin quando non avessi ultimato un altro quadro da dedicare alla povera città di Ogoffa.Mi disse che anche lui era un artista anche se aveva iniziato da poco.Adorava le sculture funerarie,soprattuto le antiche maschere da cerimonia.Volle regalarmene una a patto che lo ritraessi insieme ad essa.Io acconsentii dopo essermi toccato e fatto i dovuti scongiuri.La maschera funeraria aveva un nome che era tutto un programma"Aut -iccatrom" che tradotto significa che stai andandotene presto.
Ma che bell'augurio, sti pezzi di...Otangabiani.
Il quadro che feci per quella città dall'infausto destino lo volli fare in bianco e nero in stile acquerellato;anche per fare più in fretta ed andarmene presto da quella zona.Per precauzione avevo persino il salvagente ed una navicella con provetto pilota ad attendermi all'entrata del molo dove mi ero messo con il cavalletto.
Ora per fortuna sono all'asciutto e con un cimelio schifoso in più appeso per casa.
Bye-bye!





venerdì 7 settembre 2007

Dalla Terra # 10


HIERONYMUS BOSCH
Sull'arte fiamminga ci sarebbe molto da dire,ma ora vorrei soffermarmi su quello che più mi ha destato curiosità ed affascinato come pochi altri pittori.Hironymus Bosch era un artista complesso e credo anche molto solitario,come del resto gran parte degli artisti,la solitudine è quasi una sorta di necessità per chi fa questo tipo di mestiere.Opere cosi ricche di suggestioni,tra visioni di paradisi idilliaci e paesaggi infernali,popolati da creature ora efebiche ora mostruose;metamorfosi ripugnanti oltre i confini del grottesco.Bosch era un caso unico ed inquietante,non ha caso è il mio più diretto ispiratore ,oltre al sempre eterno Benito Jacovitti, che conobbi solo due anni dopo.Qui a fianco ho messo la prima opera che vidi da bambino in un dizionario d'arte;è un particolare dell'opera"Le tentazioni di S.Antonio".
Molti dicono che era un psicopatico,perseguitato dal complesso di Edipo ed ossessionato dal sesso;be' normale non poteva certo essere per realizzare opere cosi tanto cariche di meraviglia e mostruosità' allo stesso tempo.E' stata poi ipotizzata una sua familiarità con pratiche di alchimia,astrologia,magia,spiritismo,scienze occulte con annesso di uso di allucinogeni,evocatori dei suoi viaggi infernali.Comunque molte di queste ipotesi, se pur affascinanti, sono anacronistiche e sono spesso chiavi di lettura al quanto contraddittorie in ogni caso parziali.
Il problema Bosch rimane insoluto,e l'enigma inviolato.
Qui abbiamo anche altre due opere che di Bosch hanno solo l'impostazione,sono due mie creature giovanili,una del 1997 ed è un particolare di un disegno a pastelli dal titolo:"I prigionieri dell'arte perversa".La storia di un gruppo di aspiranti artisti che per diventare famosi si vendono l'anima e alla finesi ritrovano tutti all'inferno pronti per essere fatti a pezzi e mangiati dai suoi inquilini.HEHEHE,.. lo trovate abbastanza sadico,spero di si.
L'altra opera,vabbè ,chiamiamola cosi che mi piace tanto,si intitola "Omaggi e deliri"ed è del 1998.Qui c'è poco da dire,oltre ad essere abbastanza cruda ed ironica la sequenza rappresentata ,gli omaggi sono per Bosch e i deliri sono tutti miei.

Ora vi saluto e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà ancora del mio alter ego Oclis.


Bye-bye!



domenica 26 agosto 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 10


Quella di ieri è stata decisamente una giornata tutta al femminile,naturalmente parliamo di femmine aliene,con loro sono decisamente più'ricercato,mannaggia,va be'.
Erano in tre queste giovani aliene e si presentarono verso l' ora di pranzo,tanto per cambiare.
Dicevano di essere delle principesse
del
pianeta Esongal.
Non avevano nessuna parentela eppure appartenevano tutte e tre alla famigerata dinastia delle Etaiziv,la più rinomata casata di tutto il pianeta.
La più simpatica era sicuramente la Principessa Agnuf,che aveva un acconciatura al quanto bizzarra ,mi sembrava un fungo selvatico,la seconda molto meno loquace ma aveva comunque un non so che di affascinante,se escludiamo il suo aspetto da orca assassina.
La terza invece non era granchè sembrava un involtino primavera ma la sua capigliatura era al quanto elaborata e mi piacque molto,non a caso accettai di buon grado di far loro un ritratto di gruppo,in fondo bisogna accontentare i propri fans.

Il tempo di andarsene la pasta era già fredda e io stavo morendo di fame.Apro il frigo per tirare fuori le bistecche da mettere in pentola e uno stano profumo di spezie dolciastre mi intasa le narici e comincio a starnutire.Quell'odore pungente proveniva da due aliene alte quanto la porta della mia cucina.
Erano le sorelle,anzi sorellastre: Acibsel,la bionda,che aveva una capigliatura che definirei scultorea dato che aveva la consistenza del marmo.L'altra si chiamava Adigirf ed era bruna,aveva sguardo un po' austero ma sicuramente era la più loquace delle due.Vivevano sole solette e mi proposero di far loro compagnia fin quando non avrei finito il loro ritratto.Gli dissi che questa sera avevo un altro impegno e che lo avrei ultimato la mattina seguente,ma a casa mia,vai a fidarti delle intenzioni di queste infoiate spaziali,non smettevano di togliermi gli occhi di dosso.
La sera sul tardi avevo un appuntamento con una vecchia fiamma del pianeta Oiccuroma,non un aliena da calendario ma l'amor non guarda questi dettagli.Si chiamava Iclodihcco era anche lei una pittrice al quanto famosa nel suo pianeta.
Si faceva firmare Oirborbo,in ricordo del suo nonno anche lui pittore.
Il suo genere era spaziale-astratto,ma ho deciso di astenermi nel giudizio per non dargli un dispiacere.Per molti piace questo genere,ne vanno addirittura pazzi,a me fa solo ridere.Comunque abbiamo passato una bella nottata e mi fermo qui.
Ora vi saluto che il mio frigo sta di nuovo brontolando.Pace dove sei?

Bye-bye.


venerdì 24 agosto 2007

Dalla Terra # 9


CARMELO BENE
Ad essere sincero il teatro non mi aveva mai attirato tanto,anche se le recite scolastiche mi divertivano molto,per me era come fare un gioco di gruppo,un modo per essere fuori dalla realtà'.Ma i lunghi monologhi,il modo di recitare,le pause,la poca visibilità' se eri nell'ultima fila,e la concorrenza spietata della televisione e del cinema non giovarono molto a farmelo amare come adesso.
Si,adesso credo di amarlo sul serio il teatro,non come il cinema,ma quasi.Il merito credo sia tutto di un interprete che
definirlo genio e' proprio l'unica definizione possibile:Carmelo Bene.
Ed è grazie alla televisione che lo conosciuto,in una puntata del Maurizio Costanzo show del 1992.
Un anti- artista che era più artista di tutti,un attore e regista di teatro ,ma anche di film al quanto controversi.
Un uomo oltre il semplice uomo,una mente tra le più' brillanti ed innovative della seconda meta' del 900.
In quel programma c'era veramente di tutto genio e sregolatezza insieme,uno che della parola era riuscito a farne un arte,unica e inimitabile,nemmeno le più' consumate ed oltraggiose rock stars avrebbero avuto cosi tanto carisma e allo stesso tempo nessun saggista avrebbe dato allo spettatore cosi tanti spunti su cui riflettere,e questo in poco più di tre ore.
Per chi non era abbastanza lucido per seguire i suoi discorsi c'era sempre l'incognita di pensare che non fosse uno sano di mente,ma un semplice giocoliere della dialettica al quanto pieno di se.
Era nato lo stesso giorno,la stessa ora e lo stesso minuto,di 15 anni dopo di un altro grande,forse il più grande di tutti,l'amico rivale Vittorio Gassman,l'unico che applaudiva in piedi nella sala buia dopo un "Adelchi",poco prima di morire.
Quante cose si potrebbero dire su di lui,ormai e' un classico,uno che anche dopo la sua scomparsa nel 2001,ancora c'e' intorno a noi,nel modo di andare fuori dagli schemi,nel grottesco che diventa maschera di scherno verso quello che siamo:zombi,cosi ci chiamava tutti,morti che credono di essere vivi.
Era sicuramente un megalomane per necessita' e che si esprimeva per iperboli e paradossi come in un suo libro"Sono apparso alla Madonna",del 1983.
Per il cinema realizzo cinque film come :"Nostra Signora dei Turchi,(1968) o Salome"(1972).
Carmelo Bene era troppo per chiunque,un mare di conoscenza in u solo essere,ma anche di un senso dell'umorismo al quanto beffardo.
Per le sue intemperanze fisiche e verbali Bene è stato oggetto costante discussione e di ammirazione che sconfinava addirittura nella venerazione.
C'è anche qualcosa di lui in quello che faccio,non riesco ancora a decifrarlo,forse è la voglia di uscire semplicemente dagli schemi e vedere cosa c'è oltre la banalità'e del conformismo.
Ora vi lascio e vi anticipo che si ritornerà a parlare di arte fiamminga.
Bye-bye.




domenica 19 agosto 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 9


Non pensavo che sarei diventato famoso in cosi poco tempo(specificando non sulla Terra,qui scendiamo un velo ,anzi ,un tendone pietoso),ma addirittura che faccia da garante ad altri artisti novizi del mestiere mi sembra troppo.
Ieri mattina ti si presenta questo mezzo terrestre dagli occhi policromatici ed una strana energia elettromagnetica ,che mi fece saltare il salvavita una decina di volte,e che fuoriesce dalle sue orecchie appuntite.Non era proprio un terrestre al 50% ma solo nelle parti intime e nella forma del corpo..in realtà si spalmava una cremina al silicone per rendere la sua pelle presentabile dato che la sua pelle era di un verde smeraldo al quanto abbagliante.
Diceva di chiamarsi Onaiffur e di provenire dal pianeta Onihccel,sapessi quanto me ne fregava;comunque faceva il manager di un bel gruppo di talentosi alieni di chissà dove..ed erano la maggior parte figli di politici o di antiche famiglie nobili,non che contasse molto ma la pubblicità' quella conta anche se non vali niente.Qui sulla Terra gli esempi si sprecano.
Mi presentò due di questi "grandi artisti del futuro",brutte come delle maschere africane ma più' fantasiosi nella fisiognomica.Non ho ancora visto i loro lavori,magari sono due veri geni,chissà'. Dall'aspetto non bisogna mai farsi ingannare.

In compenso credo di averci azzeccato con altri tre individui che questo pomeriggio mi hanno invitato ad una loro mostra personale.Non vorrei peccare di snobberia ma quando e' troppo e' troppo,cribbio.
Uno aveva una testona squamosa dai toni bianco scuri e portava con se due occhioni impressionanti ed al quanto spettrali,la sua voce invece era pacata ma sibilante.
Il secondo era il vero artista del trio,uno che l'arte la masticava da sempre,era un tipo grosso e bluastro con la pelle che sembrava una cartina geografica fatta di strani tatuaggi in rilievo.
Il terzo aveva la testa a palla ed il collo alla Modigliani ,tanto per citare un vero pittore.
La mostra di queste creature,per carita' più che gentili e cordiali di molti terrestri,purtroppo mi fece pentire di aver perso del tempo prezioso andando a visitare una delle mostre più inutili dell'anno;avrei potuto occupare la giornata ordinando nel cassetto i miei calzini ,per esempio.
Ne prendo una fra tante:quella dove il nostro grande artista che mastica arte da quando è nato si ritrova con un duplicato della sua stupenda faccia da gorgonzola ammuffito insieme con un altri due primizie al centro a fare da incastro in un opera che non avrebbe sfigurato al Guggenheim Museum,in qualche grosso contenitore dei rifiuti,naturalmente.
Qualcosa mi dice che siamo appena all'antipasto.domani sono invitato ad altri due mostre personali,credo che mangerò leggero.
Bye-bye.

giovedì 16 agosto 2007

Dalla Terra # 8


L'ARTE ETERNA

Per parlare di arte classica bisognerebbe partire dalla civiltà greco-romana o meglio ancora quella esclusivamente greca dei secoli V e VI a.c. ma io mi sposto un po' più avanti e arriviamo al primo e grande pittore italiano :Giotto,passando poi da Masaccio e i pionieri della prospettiva come Paolo Uccello.Dando poi un occhiata alle opere di Beato Angelico,Piero della Francesca e Andrea Mantegna per addentrarci nell cuore dell'arte italiana,Il Rinascimento.
Se l'Umanesimo del Quattrocento era considerato come il riflesso di un epoca fatta di calma e stabilità con la ricerca di un armonia interiore ed esteriore,la generica definizione di Rinascimento sembra persino inadeguata per definire le passioni e i capolavori che questi straordinari artisti hanno creato:Leonardo,Raffaello,Michelangelo,Tiziano per citare i più i famosi.
Ora qui ho tre esempi di artisti non famosissimi almeno per chi non conosce la storia dell'arte.
Naturalmente sono opere realizzate dal sottoscritto,essendo un patito dell'arte classica da quasi venti anni,come del resto la musica.

La prima opera è del Bramante,più famoso come architetto che come pittore,ma se guardate l'originale capirete che i livelli sono comunque alti.L'opera si intitola:"Cristo alla colonna" ed è del 1490;questa invece lo realizzata nel 2003.Leggermente distante come data non trovate.

La seconda opera è del Domenichino,il più sofisticato e quasi rarefatto pittore del XVII secolo.
L'opera si intitola:"La sibilla Cumana"ed è del 1610,questa sempre del 2003;forza signori,vendesi!!!

Ed infine la terza,forse l'opera migliore del trittico,l'autore è un certo Guido Reni,non so se lo conoscete,manco io lo frequento molto,comunque il capolavoro che vedete si trova nel Museo del Louvre.
Si intitola:"Ratto di Elena"e tengo a precisare che non ci sono topi nel quadro,ratto sta ad indicare il rapimento di una donna.
Di opere di genere classico come queste ne ho oltre la ventina,ed alcune sono decisamente più grandi e complesse di queste.
Ora vi lascio e vi anticipo che il prossimo aggiornamento parlerò di Teatro.Sempre di arte si tratta.
Bye-bye