venerdì 21 dicembre 2007

Dalla Terra # 18


ENSOR

Un po' di tempo fa una mia compagna di scuola mi disse che il mio stile di disegno,inteso quello dell mie opere a fumetti, assomigliava molto a quello di Ensor;non lo conoscevo ancora bene e mi misi a cercare più notizie possibili su di lui.
Ebbene,qualcosa in lui c'era effettivamente in me.
James Ensor nasce a Ostenda,in Belgio,nel 1860,ed è lui la vera figura centrale dell'arte europea di quel periodo.
Questo naturalmente è un giudizio che potremmo dare solo nei nostri tempi dato che la vita di Ensor non fu costellata da grandi soddisfazioni se non nella tarda vecchiaia.
Qui a destra abbiamo un suo autoritratto.
Un personaggio poco incline ai rapporti umani ma dei pochi che lo frequentarono sicuramente lo videro come un artista al quanto singolare e complessato.

L'originalità delle sue opere lo rendono un precursore di quella corrente che pian piano stava prendendo forma nell'Espressionismo.

Il suo capolavoro è senza ombra di dubbio :"L'ingresso di Cristo a Bruxelles,del 1888-1889,una delle opere più rappresentative dell'arte moderna.
Qui a destra abbiamo un particolare dell'opera.
Il tema dei Vangeli dove Gesù a cavallo di un asino viene accolto a Gerusalemme da una folla festante viene stravolto da Ensor che lo rielabora in una chiave moderna e sarcastica.
La folla che lo acclama sono grotteschi personaggi mascherati:maschere che ricordano quelle antiche del teatro greco.
Ed è tipico di Ensor rappresentare l'umanità in questo modo:deformandoli in atteggiamenti goffi,ridicoli e caricaturali,spogliandoli di un anima e rendendoli dei fantocci.
L'ipocrisia dell'uomo visto dietro una maschera,Una chiave di lettura che riprese anche Luigi Pirandello.
Oggi osannano Gesù e domani sono pronti a crocifiggerlo di nuovo.

Questa della deformazione grottesca dell'uomo ha la sua tradizione ereditaria nei fiamminghi come Bosch o Bruegel,come un certo "barocchismo" deriva dalla sua conoscenza di Rubens.

Ora vi lascio e vi anticipo che parleremo di un altro artista,uno dei miei preferiti,naturalmente.
Bye-bye!



domenica 16 dicembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 18


Risvegliandomi una mattina con un mal di testa fuori dalla norma,di solito la prima cosa che faccio è controllare a che punto ho lasciato le mie opere e quali sono pronte per essere spedite ai committenti ,che sono sempre segnati nell' elenco della mia agenda.Ad un tratto il mio occhio va subito verso una tela al quanto strana:niente di nuovo dato che se non lo fossero dovrei cambiare mestiere;ma qui di strano non era l'opera in se ma il dubbio di chi fosse il suo artefice.Io non ricordavo assolutamente di questo ritratto,un alieno al quanto inquietante e che se fosse stato donna difficile da baciare dato che al posto della bocca sembrava l'interno di un posteriore di un elefante con le emorroidi.
Altra cosa che mi faceva dubitare era l'assenza di sfondo e la firma messa in verticale,che raramente faccio.Nonostante questo lo stile era mio e ,a meno che fossi stato in trans, non riuscivo proprio a rammentare quando potevo averlo realizzato,non certo ieri e nemmeno in settimana dato che ero nella straordinaria dimora della della regina Atsac del pianeta Atabilli. Pensai subito che in quel pianeta c'erano molti alieni in grado di controllare la volonta altrui per un determinato periodo di tempo;potevo benissimo essere stato, diciamo ipnotizzato,e costretto a realizzare senza la mia volontà questo ritratto.Posso capirlo,ora le mie opere costano un occhio della testa e cosi facendo si possono permettere di farsi fare gratuitamente tutte le opere che vogliono.Naturalmente però il soggetto dell'opera in questione dovrà pur venire a prenderselo e non escludo che con un altra sua manipolazione mentale se ne vada senza sborsare un nichelino.
Però mi venne un idea e contattai un certo
Ottutodev,un noto e grande esperto di galassie e pianeti, gli portai il ritratto e gli chiesi di dove potesse appartenere questa creatura.
Naturalmente per questi servigi vi era un prezzo,ed anche parecchio salato ,ma lui si accontentò di farsi un ritratto con il suo strumento di lavoro :una sfera come quelle magiche delle fiabe.
Non fui cosi tanto sorpreso dall'apprendere che quella furbastra di creatura era proprio del pianeta Atabilli.
Mi misi in contatto con la regina che era ancora in debito del suo ritratto e che gli proposi di lasciar perdere il mio compenso in cambio della ricerca di un suo suddito furfantello,o furfantella dato che questi esseri sono androgini.
Lei non ci mise molto a identificarla e solo due giorni fa ho saputo che e'stata condannata a lavorare gratuitamente per una quantità di tempo equivalente a dieci anni terrestri per un noto sarto locale,lo stesso che ricama gli abiti reali della regina;altro che castigo, e' un grande privilegio.
Poco male,intanto il suo quadro me lo sono tenuto io,non e' niente male per uno che ha dipinto a occhi chiusi.
Bye-bye!

sabato 24 novembre 2007

Dalla Terra # 17

IL RITRATTO

Con il termine ritratto s'intende la rappresentazione di persone copiate dal vivo,ricostruiti a memoria o tramite presunti documenti figurati.La verosimiglianza fisiognomica deve essere o speculare o che li renda comunque riconoscibili,entrando nel loro carattere e nella loro spiritualità' individuale.
La varietà nella ritrattistica è praticamente amplissima dato che un ritratto può essere ottenuto con qualsiasi stile artistico.
Può essere a figura intera o a mezzo busto;singolo o in coppia;naturalistico o idealistico;allegorico o caricaturistico.Può essere rappresentato frontalmente,di profilo o anche di spalle.
Dal punto di vista storico il ritratto trionfa con la fase del naturalismo,ma si afferma limitatamente a una classe sociale,a u gruppo o ad un singolo personaggio.Nel primo dei tre esempio di ritratto abbiamo un opera del 1501 di Giovanni Bellini dal titolo"Ritratto del Doge Leonardo Loredan".
Attualmente,grazie soprattuto ai mezzi di riproduzione fotografica,il ritratto ha potuto divulgare senza in ogni classe e luogo senza particolari sbarramenti ideologici.
Un altro esempio,molto diverso da quello sperimentale del Cinquecento,è l'arte espressionista di Van Gogh:"Ritratto di Pere Tanguy",del 1887.
Qui il soggetto è rappresentato con uno stile personale e che esula dalle ricercate perfezioni visuali.
La terza opera ,naturalmente ,è del sottoscritto dal titolo:"Le sue opere puzzano del suo alito escrementizio",ed e' del 2007.

Un modo come un altro per dire che come pittore fa solo str...
La mia analisi parte soprattutto da qui,dalla ritrattistica e dalle sue molteplici varietà artistiche.Tutto ovviamente stravolto e rivisto in un ottica fantascientifica e ironica.

Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà di un altro grande artista che da vivo,come spesso accade non è stato apprezzato quanto avrebbe meritato.

Bye-bye!

martedì 20 novembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 17

Se non fossi una persona così estremamente curiosa potrei benissimo farne anche a meno di gironzolare da ogni parte dell'universo in cerca di nuove fonti artistiche da cui attingere per le mie ispirazioni pittoriche.Sta di fatto che non potevo certo perdermi l'invito di uno dei miei più fedeli galleristi;la maggior parte delle mie mostre le devo a lui:il Governatore Anroc del pianeta Ozzatunroc.
Un pianeta ormai abitato da diverse razze aliene,ma ormai sono tutti ozzaturochiani acquisiti.
Il mio gallerista fu molto felice di rivedermi in forze dopo una brutta influenza del mese scorso e volle regalarmi una scultura locale che poteva vantare quasi sette secoli terrestri.
Era fatto con le stesso materiale delle loro corna una sorta di avorio color azzurro ricavato da creature grosse quanto un condominio di venti piani che per fortuna erano estinti da oltre tre secoli dato che erano molto frequenti in questa zona.
Spiegai ad Anroc il mio desiderio di realizzare qualche quadro di soggetto naturalistico,dato che mi ero stancato di realizzare sempre ritratti; ma che fosse un qualcosa di diverso e curioso, pero che avesse a che fare con le tradizioni locali.
Lui non ci penso molto e sorridendo mi spiego che un posto interessante c'era ma che dovevo aspettare la notte, dato che sarebbe stato ancora più suggestivo.
Mi porto con la sua navicella privata a forma romboidale in una vasta area desertica ma completamente centralizzata e piena di luci fluorescenti.
Il cielo era pieno di stelle violacee ed in lontananza scorsi una luce dal color blu elettrico fuoriuscire dal terreno.Avvicinandomi a piedi di una scarpata vidi che sotto di me c'era una miriade di esseri tutti nudi ed in fila come tante formiche che entravano in questa buca luminosa dalla forma triangolare.
Chiesi ad Anroc che cosa stavano facendo e cosa era quel luogo cosi spettrale a prima vista.
Mi spiego che era il luogo di procreazione,dove le regine della terra concedevano loro di congiungersi,per un erede ciascuno.
Un bordello spaziale,in pratica,mi venne da rispondere.
Lui sorrise e mi spiego che era il loro unico luogo dove potevano farlo,in altre sedi era proibito e poi qui era persino gratis.
La cosa interessante e che avveniva ogni notte dato che la fertilità dei loro abitanti era molto bassa e fin quando non riuscivano ad avere il loro concepimento dovevano riprovare.
Ma con il numero spropositato di persone quante regine potevano starci in quel luogo?
la riposta erano solamente sette,tanto l'atto per ciascuno poteva durare massimo venti secondi terrestri.Mi venne da ridere ma ripensandoci era al quanto triste dover abitare in questo luogo.
Comunque ci feci un bel quadretto,non ci misi molto impegno,doveva essere più spontaneo e veloce possibile,quasi impressionista.
La mattina dopo Anroc mi fece
visitare la casa di un suo amico dove nel suo grande giardino potei ammirare piante dalle forme più bizzarre e dai profumi al quanto singolari.
Prima di decidermi a realizzarne un altro quadro notai che il figlio del proprietario stava giocando con una strana palla.
Con raccapriccio mi accorsi poi che era una testa,quasi simile alla sua.La rotolava e poi la lanciava in aria con le sue sottili zampette,cioè braccia o quello che erano.Il padre mi spiegò che era la testa del suo migliore amico,morto per un incidente e che essendo stato lui la causa della sua scomparsa doveva giocare con la sua testa per scacciare il rancore dei loro familiari.La tradizione imponeva questo,poi dopo che il rito era finito doveva consegnarla ai parenti e sapere dalla testa o meglio dal suo viso se era sereno e contento.Se vedevano gioia allora era tutto sistemato altrimenti doveva continuare a giocarci ininterrottamente.Che belle queste tradizioni,e io pensavo che erano stupide solo le nostre.Ci feci un quadro per ricordo,magari l'avrei venduto come genere grottesco.

Bye-bye!

sabato 17 novembre 2007

Dalla Terra # 16


DALI'
In uno spazio dedicato all'arte e soprattuto alla pittura come si potrebbe tralasciare uno dei più eccentrici e narcisistici rappresentanti:Salvador Dalì.
Nato a Figueras,in Catalogna,nel 1904,Dalì è senza dubbio il pittore più rappresentativo del genere surrealista,quella corrente artistica nata verso la metà degli anni Venti grazie alla pubblicazione del primo manifesto surrealista scritto da André Breton.
Non furono solo i suoi quadri a destare scalpore nel mondo dell'arte come nell'opera intitolata :"Il gioco lugubre"del 1929,dove il personaggio in primo piano,visto di spalle,mostra le mutande impiastrate di escrementi.Un dettaglio costruito appositamente per pura provocazione e dovendo poi chiarire la sua del tutto estraneità alla coprofagia;anche nel cinema abbiamo esempi del suo genio bizzarro e altamente sopra le righe.
Grazie alla collaborazione con Luis Bunuel scrisse e produsse "Un chien andalou"(Un cane andaluso),un film surreale e visionario con scene decisamente forti come quella di un uomo(lo stesso Bunuel)che taglia con un rasoio un occhio di una donna, con sequenza vista in primissimo piano.
Tralasciando le opere più conosciute di Dali come i suoi orologi molli nell'opera :"Persistenza della memoria";una decisamente violenta e sadica è un dipinto del 1954"Giovane vergine autosodomizzata dalle corna della sua stessa castità".
Questa opera ha una sua motivazione rintracciabile in un fatto familiare,vendicandosi della sorella Ana Maria che a Barcellona aveva pubblicato un libro che parlava di lui e dei suoi litigi con il padre,la sua blasfemia,e l'avere sposato una donna (Gala),divorziata.Quindi si pulo già intuire chi è il
personaggio che di spalle si sporge sul balcone.
Ma il mio preferito e un quadro del 1929 intitolato :
"L'enigma del desiderio,mia madre,mia madre,mia madre",dove appare il volto dell'artista sognante(il sogno è una caratteristica di base del surrealismo,insieme alla psicoanalisi froidiana),trasmutato e sospeso in un paesaggio cristallino,dove i sogni morbosi si trasformano in desideri erotici ed edipici.

Ora vi lascio e vi anticipo ,come sempre ,che nel prossimo aggiornamento si parlerà di ritrattistica.
Bye-bye!

mercoledì 14 novembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 16


Credo che nei i prossimi mesi dovrò rivedere la mia scaletta di appuntamenti,dato che sono messo decisamente male.Ho una bella influenza ed in più non ci vedo nemmeno tanto bene.Il medico dice che ci vorranno settimane per ristabilirmi e chi scrive non sono io ma il mio carissimo amico Ibrags ,un noto critico d'arte del pianeta Oirottiv.
Tutto era iniziato da un normalissimo invito ad una mostra d'arte nel castello della regina Itned e sovrana del pianeta Ihcop.
Era semplicemente una scusa per avere un grosso favore da parte mia:recuperare un suo quadro, dato che amava dipingere,e che aveva erroneamente dato ad una sua amica e principessa del pianeta del pianeta Ottebros.In realtà non c'era nessun errore,si era solo pentita di averglielo dato per un prezzo persino irrisorio e che per lei aveva un grosso valore affettivo.Non ci vidi niente di così complicato,a parte convincere la principessa a cedere il suo quadro.La regina mi rispose che con me avrebbe acconsentito dato che la principessa Ataleg era una mia accanita ammiratrice.Con un paio di ritratti me la sarei cavata egregiamente.
Usai il teletrasporto ,gentilmente offerto dalla regnante, che si trovava nel salone centrale usato per i ricevimenti e con me c'era la mia guida: Ibrags ,il mio amico e critico d'arte.
Però qualcosa andò storto e ,forse sarà stata un anomalia spazio-temporale o un difetto della macchina,il pianeta dove comparimmo non era Ottebros ma un pianeta poco conosciuto di nome Attaratac.
La cosa in se non poteva certo essere cosi grave,poteva capitare a tutti,Ibrags mi disse che gli succedeva spesso di trovarsi nel posto sbagliato,ma questo luogo era allucinante.
Io ho fortunatamente dieci decimi e Ibrags addirittura venticinque decimi,ma in questo luogo era come se ne avessimo massimo cinque,e difficilmente potevo tenere gli occhi aperti senza dover avere un lieve stordimento e senso di vertigine.Ibrags resistette di più e mi fece da guida fino a trovare un alieno del posto,in questa zona che, da quello che faticosamente avevo scorto, sembrava una zona di campagna.
Dopo varie vicissitudini e appurato chi eravamo e che il nostro teletrasporto era difettoso, ci accolse il loro capo-zona ,un certo Duca Obro.
Ci spiego che da loro si usava uno speciale occhiale incorporato nelle loro carni fin dalla tenere età dato che l'atmosfera nel loro pianeta aveva da moltissimi secoli questa anomalia e che per i turisti era sempre un problema. Ci diede il permesso di usare un altro teletrasporto fortunatamente nuovo di zecca e in pochi secondi arrivammo nel pianeta Ottegros, dove il freddo era la loro caratteristica principale.Credo che manco al Polo Nord si potesse arrivare a simili livelli.I capotti termici gentilmente offertoci dalla regina prima di partire non servirono a niente e prima che una squadra di quartiere,dato che apparimmo nel bel mezzo della città,ci soccorse in tempo prima di diventare due statuine bianche.
Ibrags spiego chi eravamo e dalla lettera di presentazione firmata dalla regina potemmo essere ricevuti al castello della gentilissima principessa Ataleg.
Per quanto riguarda il quadro non ci furono grossi problemi dato che quella tela nemmeno gli piaceva,ma se lo avesse saputo non avrebbe certo fatto scomodare un cosi illustre pittore come me.A parte i complimenti io ero ancora infreddolito e a stento trattenevo i miei starnuti.Gli promisi un ritratto,come del resto feci anche per il duca Obro per ringraziarlo della sua disponibilità nell'aiutarci,ma con calma, quando mi sarei ripreso sia in forze che con la vista.Lei acconsenti dicendo che nel ritratto voleva anche metterci una sua scultura fatta di un materiale galleggiante che non capivo con che criterio potesse farlo dato che aveva la consistenza del granito.
Ritornammo dalla regina con il suo quadro e per ringraziamento mi fece curare dai suoi più affidabili medici di corte.

A saperlo mi sarei dato malato prima.

Bye-bye!

venerdì 9 novembre 2007

Dalla Terra # 15


IMMAGINARIA

Difficile ,quando si tratta di un argomento vasto e variegato come il fumetto ,non citare uno dei suoi rappresentanti più illustri ed anche abbastanza discussi del nostro tempo,anche se, per essere precisi ,Horacio Altuna non è proprio giovincello.
Horacio Altuna nasce a Còrdoba,in Argentina,nel 1941.
Esordisce nel 1965 disegnando fumetti di soggetto diverso.
Negli anni Settanta realizza storie di genere poliziesco;ma sono anche numerose le collaborazioni con testate di genere umoristico e altri importanti periodici argentini.
Ma con la collaborazione con Carlos Trillo ,che ne scriverà i suoi testi, darà vita nel 1975 al quotidiano El Clarin ,con il simpatico giornalista Hugo Chavez,detto Loco Chavez,una delle striscie argentine di maggior successo.
Un disegnatore molto abile nelle inquadrature di taglio cinematografico;sempre attento a coniugare eleganza e sperimentalismo.
Negli ultimi anni i suoi fumetti sono più difficilmente rintracciabili se non in raccolte come le riviste Co&Co o le sue opere erotiche nella rivista Playboy.
Qui abbiamo un esempio con uno dei suoi lavori con la storia a puntate dal titolo :Immagica;realizzato nella fine degli anni Ottantae anticipatore dei Real Tv.
Un ipotetica città del futuro che unisce il passato e il presente e dove Marc,il protagonista,è un operatore televisivo che diventa l'occhio delle vicende assurde che gli ordinano di riprendere da una regia che nemmeno conosce se non attraverso le indicazioni che gli passano attraverso un auricolare.
Ma quello che fa non lo esalta molto dato che il pubblico pretende da lui qualcosa di troppo crudo per il suo stomaco delicato.

Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà di uno dei miei pittori preferiti.


Bye-bye!




sabato 20 ottobre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 15

Dovrei sdoppiarmi almeno dieci volte per dover accettare tutti gli inviti che mi stanno arrivando da ogni parte della galassia.Ma quando si tratta di amici allora la cosa cambia e divento più disponibile.Ormai saranno sei o sette volte che vado a trovare Erotidor del pianeta Oilginoc.L'ultima volta che venni qui era per conoscere le loro abbazie a forma ottagonale e le antiche raffigurazioni del loro dio Erpel.Era un invito a pranzo non potevo presentarmi a mani vuote e gli dedicai un ritratto con un mio quadro sempre dedicato al loro dio.Qui il dio Erpel dal vento e dalla polvere sta per generare la prima creatura Oilgina.Eroditor gradì molto il suo ritratto e per ringraziarmi volle farmi conoscere uno dei pittori del suo pianeta.
Era una creatura del pianeta Otnelat emigrato qui da moltissimi anni.Era molto avanti con l'età e con una bruttissima tosse.Era molto restio a far vedere le proprie opere e addirittura la critica non lo conosceva neppure.Quando vidi una delle sue tele rimasi di sasso.
Sembravo di essere dentro il quadro,una forza e una cura del dettaglio che aveva dello stupefacente.Eroditor mi spiegò che non erano solo i paesaggi il suo forte ma anche l'astratto e il simbolismo surreale.Vidi oltre una cinquantina di opere e per ciascuna c'era da scriverne un libro a se.E pensare che c'erano in giro artisti stra famosi che non avevano nemmeno un unghia del talento di Otacitnemid,il nome del vecchio pittore.Lui disse poche frasi perché la tosse gli e lo impediva continuamente.La frase era rivolta al tempo:"Quando l'ultimo mio respiro si estinguerà ,le mie vite saranno vostre,e dei mondi che le vorranno."Evidentemente si riferiva alle sue opere.
Gli feci un ritratto e ,sotto sue indicazioni ,con uno sfondo cupo che tanto amava mettere in molte sue opere ritrattistiche.Non potevo riprodurre i sui quadri perché sarebbe stato un offesa al suo genio.
Passarono una decina di giorni e mi arrivò un invito ad una mostra del famoso artista Osracs;finalmente avevo l'opportunità di conoscere questo abusivo dell'arte.Chissà quanti obbrobri avrei dovuto guardare per questa mia masochistica curiosità,ma in realtà il mio intento era quello di dirgli in faccia quello che pensavo di lui.Mi misi all'opera e gli feci pure un ritratto per non sembrare troppo ostile nei suoi confronti.Un mio amico critico volle accompagnarmi alla mostra che si trovava proprio nel pianeta del grande imbonitore,un piccolo pianetuzzo di nome Ataiob.
C'erano veramente molte persone con costumi e forme di ogni grandezza e colore e pensai fra me che c'era più arte e fantasia in loro che non nelle immondizie da parete di quell' impostore.
Alla conferenza oltre al presidente del pianeta e i loro governatori,una grande sfilata di modelli e critici d'arte da ogni parte dell'universo,manco fossero le olimpiadi stellari della pittura contemporanea.
Tra i tanti ospiti vidi anche Erotidor che era anche lui un mezzo critico d'arte anche se si occupava più che altro di amministrazione.Aveva una faccia smunta mi disse che il vecchio pittore era morto pochi giorni fa.'Ci rimasi molto male e mi salì all'improvviso una rabbia mentre vedevo le risate e le battute scherzose di Osracs che discuteva della necessità di elevare l'arte contemporanea come vero punto di riferimento per il nostro futuro e le nostre ambizioni.
Stetti per andarmene quando gridai in mezzo alla sala:"Se volete parlare di arte andate nel pianeta Oilginoc a casa di un certo Otacitnemid;lui non c'è più ma ci sono le sue opere.Lo dico ai critici che tanto si compiacciono delle zozzerie che vediamo appese in queste pareti.Aprite gli occhi,eper una volta nella vostra vita siate onesti con voi stessi."
Detto questo ci fu un silenzio imbarazzante,non per me ma più che altro per Osracs che fece una faccia quasi più brutta delle sue tele.
Io me ne andai senza aspettare che qualcuno mi cacciasse a pedate.Dopo soli due giorni venni a sapere che qualcuno di quei critici mi aveva preso sul serio e le opere di quel vecchio pittore ora sono tra le più importanti di Oilginoc e stanno già girando verso altre galassie, grazie anche al benestare di Eroditor e dei suoi colleghi.
Giustizia è fatta anche se avrei preferito che le mie parole avessero toccato anche Osracs che quasi per dispetto ha raddoppiato il costo di tutte le sue opere, sto infame.
Bye-bye!

giovedì 18 ottobre 2007

Dalla Terra # 14


LA TORRE

Secondo me "La torre" è una delle opere a fumetti più interessanti ed affascinanti che la coppia Peeters & Schuiten abbia mai realizzato.
Due autori che hanno realizzato anche altri capolavori del fumetto franco-belga come i volumi del ciclo "Le città oscure".
Benoit Peeters è la mente:scrittore eclettico,autore di romanzi,sceneggiature,opere teatrali,fotoromanzi sperimentali e naturalmente fumetti,è uno dei più quotati esperti del settore.
François Schuiten è il braccio:autore di un segno meticoloso e di rara eleganza.La sua più grande dote è quella di realizzare tavole dalle grandi aperture prospettiche con una spettacolare perizia architettonica.Un autore che conferisce sempre un segno distintivo ad ogni sua invenzione scenografica,elaborando paesaggi che recitano un ruolo centrale al pari dei personaggi.
La storia della Torre narra le vicende di un custode di terza classe "Giovanni Battista"che vive in una torre immensa quanto disabitata,e dove cerca di far fronte ai piccoli cedimenti strutturali di questa ormai antichissima architettura.
La situazione peggiora di giorno in giorno fino a quando non si decide a scendere verso il "piano terra",stanco di aspettare un fantomatico ispettore.
Si costruisce una macchina per volare a metà strada tra un paracadute leonardesco e una mongolfiera deciso a scendere fino alla base dell'imponente torre.
Le cuciture delle giunture da lui costruite però cedono e lui si trova a precipitare.
Si ritrova in un letto accudito dalla bella Milena e da suo padre lo studiosa Elias che gli fa conoscere la storia della torre ma non il più grande dei misteri,il suo significato più profondo e soprattuto il legame che esiste tra il suo mondo in bianco e nero e quello a colori che si intravede dai quadri di Elias.
Basta cosi o vi perdete il gusto di scoprilo da solo il finale di questo romanzesco fumetto dai risvolti storici filosofici veramente meritevoli di attenzione.Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento parleremo ancora di un altro autore a fumetti.


Bye-bye!

domenica 14 ottobre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 14


Le mie non sono avventure,sono quasi sempre disavventure al limite del delirio da film di fantascienza di serie Z.
Mi trovavo in una piccola astronave da "Crociera spaziale",gentilmente offerto dal Comandante Allimomac,il padrone di questa specie di carrozzeria galleggiante.Uno dei miei tanti ammiratori che pian piano sto cercando di conoscere,ma credo che sarà quasi impossibile dato il numero spropositato di pianeti dove i miei quadri stanno circolando;grazie al mio manager, che un giorno ho promesso di fargli un ritratto ma che non ho mai il tempo materiale per farlo,e ai miei amici critici d'arte sparsi per nove diverse galassie.
Cercai di essere gentile con il Comandante(una persona a modo ma con una voce incredibilmente bassa e soporifera)e i suoi ospiti,dato che in realtà mi stavo annoiando oltremisura.Dai finestrini solo una macchia nera e zero stelle.E io che pensavo che i viaggi spaziali fossero più emozionanti.La noia comunque svanì già alla terza ora di viaggio,quando l'astronave si fermò di colpo e una strana truppa armata fece incursione a bordo facendo,anzi,obbligando il comandante a cambiare rotta e a dirigersi verso la galassia Enofac,nel terzo pianeta quello che la maggior parte evita da secoli ormai,il pianeta Enovittac,uno dei più autoritari e spietati dell'universo.Il comandante volle sapere per quale motivo avrebbero dovuto atterrare nel loro pianeta e il motivo era presto detto:c'ero io a bordo.Il re Onnarit,era un amante dell'arte e voleva assolutamente conoscermi e dato che la loro galassia era la più vicina da dove ora stavamo navigando approfittarono di questa occasione;abuso di autorità o no ,lo stavano facendo.Io lo chiamo sequestro di persona,comunque,cercai di augurarmi che il re apprezzasse il mio modo di dipingere o non osai immaginare che fine potevano fare quelli che lo deludevano.All'arrivo mi attese un altra truppa armata e il Generale Orrefid,un essere grosso cinque o sei volte più di me con una armatura di metallo e due occhi senza orbita.Mi disse che li aveva persi in guerra,e quella specie di maschera elettronica lo aiutava a vedere anche meglio di quanto facevo io.Era uno di poche parole ma quasi tutte molto pertinenti.Una di queste riguardava un ritratto che avrebbe gradito con una mia opera che doveva rappresentare la sua personale astronave da guerra.Gli dissi che non avevo nessun problema a fargli queste opere,ma volli accertarmi che la mia permanenza in quel posto durasse solo per la realizzazione dei quadri.Lui fece un cenno del capo e poi disse che stava tutto nella decisione del loro re.Se lui decideva che potevo andare sarei andato ,altrimenti potevo anche rimanerci a vita in quel posto;wow che goduria.
Il palazzo era enorme e decisamente poco allegro dato che c'erano teste mozzate di ogni tipo e creatura in ogni angolo delle pareti alte compresi le le due torri laterali fino in cima.Un modo decisamente macabro-decorativo di abbellire un palazzo.Lui mi attese in un mega salone dove usava per meditare e dipingere,stava appunto ultimando una sua nuova opera,di genere astratto.Devo dire che il suo quadro era potente:non avevo mai visto un astratto cosi intenso e spettacolare di quello,manco sulla Terra avevo visto roba del genere.Gli feci i miei più sentiti complimenti e lui con freddezza disse che non era finito,mancava ancora il sangue di altri due ribelli che avrebbero giustiziato domani mattina.
Stavo per sentirmi male:un quadro fatto interamente di sangue,e dai diversi colori e tonalità credo che le specie erano tante e tutte diverse,magari appartenevano ai proprietari delle teste che avevo visto all'ingresso,chissà.
Un re artista e sanguinario,persino il suo abito aveva una testa come reliquia di un suo duello con un vecchio re rivale di un pianeta vicino.Fortuna mia che dopo il ritratto mi disse che per il buon risultato dell'opera potevo andare e concludere la mia crociera in santa pace,ma mi promise che un giorno anche lui sarebbe diventato famoso come me.Auguri,almeno io uso ancora le tempere e gli oli,puzzano di meno.
Bye-bye!

giovedì 11 ottobre 2007

Dalla Terra # 13


H.R.GIGER

Uno dei pochi artisti contemporanei che mi hanno affascinato fin da subito è senza dubbio Hans Ruedi Giger,l'artista svizzero reso famoso in tutto il mondo grazie alle agghiaccianti creature cinematografiche di cui ha curato il design visuale come Alien (AlienI;II;III) e Sil (protagonista di Specie Mortale).
Difficile da definire artisticamente(pittore,scultore,designer,scenografo...)ed anche altrettanto sarebbe decifrare dal punto di vista filosofico,dato il suo modo sfuggente ,spiazzante e anarchicamente devastante nelle sue idee.
Forse in lui c'è proprio l'anima di quell'altro folle genio di nome Hieronymus Bosch,mostrandoci la formazione e la decomposizione della nostra realtà con una forza visionaria che ha pochi eguali.
Fu nel 1970 quando Giger inizia a lavorare su una serie di tenebrosi dipinti che faranno parte del famoso libro detto Giger's Necronomicon pubblicato solo sette anni dopo.Il titolo deriva dal famoso libro di magia nera derivante dai racconti di H.P.Lovecraft.
Grazie a quel libro che conobbe Dan O'Bannon che gli offri di entrare nel progetto Alien per visualizzare la creatura extraterrestre.
Qui in a fianco ci sono due immagini dedicate a Giger.La prima mostra il suo libro contenente le immagini di Alien la sua creatura più rappresentativa e una delle sue sconcertanti creature metà carne,e metà macchina;oppure ossa e macchina come una sua celebre copertina del disco "Brain Salad Surgery"degli Emerson Lake & Palmer.

La terza immagine è mia e solo un modo per far partecipi delle influenze che questi artisti hanno contribuito a regalarmi con le loro opere.Questo comunque è ancora un disegno preparatore.
Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà ancora di fumetti.
Bye-bye!

martedì 9 ottobre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 13


Ma che bella sorpresa la settimana scorsa.Due creature aliene mi si presentano verso le due di mattina asserendo di far parte dell'ispettorato finanza extragalattica che ricopre circa il 30% delle galassie vicine alla nostra,e si da il compito di verificare chi paga le tasse negli interscambi tra civiltà' di diverso pianeta.
Io sono stato chiamato in causa da un giudice di un non precisato pianeta e di recarmi al più presto nel tribunale del pianeta Idlosangam per la notifica del reato che avrei commesso.Questi due Ispettori che mi accompagnarono in questo
viaggio di circa sedici lunghi secondi mi dissero che non c'era da preoccuparsi e che sapendo chi ero mi promisero che avrebbero messo una buona parola al giudice in cambio di un ritratto ...gratuito,
naturalmente;ormai sto lavorando gratis per tutti.
Arrivati in questo desolato pianeta,dove a parte dei grossi edifici a forma di cupola non c'era assolutamente niente se non una landa di sabbia rossastra e maleodorante.
Fortuna che avevo il mio regolatore di ossigeno in pillole del mio amico alieno del pianeta Oilginoc.
Questi orrendi edifici, ma incredibilmente imponenti,potevano avere oltre i settecento piani e contenere un intera popolazione,sembravano essere fatti completamente di marmo,con tonalità sul rosso chiaro.
Evidentemente era una città dentro un solo edificio.
All'interno c'era una sala chilometrica e avrò contato circa più di duecento ascensori solo alla mia sinistra.Ne prendemmo uno spazioso come un autobus dato che aveva anche i sedili e una zona frigobar, ma chissà che schifezze c'erano dentro.
Prima di recarmi nel settore adibito a tribunale, le due creature vollero passare dal segretario del noto presidente Imetatov,un certo Anortlop Aloilgov.

Stava uscendo ma per me fece un eccezione e volle prima congratularsi con me per le mie grandi opere pittoriche che stavano facendo il giro delle galassie e poi mi fece gli auguri per il tremendo guaio in cui mi ero cacciato con il fisco ma che sarebbe stato risolto con un suo piccolo intervento dato che con il giudice Obruf che era del pianeta Osuba,erano buoni amici.
E naturalmente in cambio di questa sua cortesia c'era un prezzo:un mio ritratto,e vai... sotto a chi tocca.
Nel suo ritratto ci misi anche un quadro che lui amava molto di un famosissimo pittore di nome Osracs,e detto da lui era uno dei migliori dell'universo.Ero curioso di conoscerlo questo genio,dato che quella crosta sulla Terra non si azzardavano a venderlo nemmeno nelle bancarelle.
Arrivati nel ufficio del giudice mi accolse cordialmente e mi fece subito sentire a mio agio e mi spiegò che il mio era un semplice problema di ricevute di pagamento.In pratica non avevo rilasciato nessun scontrino per i miei acquirenti,sembrava di stare sulla Terra,ma anche qui si è comunque accomodanti quando ci sono di mezzo interessi personali.E anche il caro e incorruttibile giudice in cambio di una pratica persa,la mia,volle un ritratto regalo da offrirgli,diciamo come omaggio per i suoi venticinque anni di matrimonio.Chissà chi è la fortunata che si è sposato questa sorta di rospone con le corna,ah dimenticavo che qui i giudici sono ancora più strapagati che da noi.
Comunque non mi interessa,sta di fatto che ho realizzato tre quadri inutili per persone che avrei fatto a meno di conoscere.
Bye-bye!



giovedì 20 settembre 2007

Dalla Terra # 12


IL GROTTESCO NELL'ARTE

Per arte grottesca si intende quel tipo di pittura o scultura basato sulla libera interpretazione di motivi decorativi desunti dall'antichità classica.
La sua definizione deriva da "grotte",termine con il quale nel Cinquecento si designavano gli edifici semisepolti della Roma imperiale studiati dagli artisti rinascimentali.
E proprio quella definizione riguardante quel tipo di decorazione fatta di motivi bizzarri e fantasiosi che si parla di disegno grottesco:la mia specialità.
Ma l'aggettivo grottesco significa anche strano,ridicolo,deforme.
Sono molti gli artisti che potrei citare su questo tema,per non parlare dell'arte primitiva o africana;l'estetica del mostuoso esiste da sempre.Il periodo barocco credo che sia il culmine di questo tipo di arte.
Qui ho tre esempi molto diversi di genere grottesco.
La prima opera è di Giuseppe Arciboldi,un pittore del tardo Cinquecento con il pallino della sovrapposizione degli oggetti che creano un altro essere.
Questo quadro appartiene ad un ciclo dedicato alle quattro stagioni,qui abbiamo "L'inverno",ed è del 1563.
Il secondo invece appartiene a George Grosz, un pittore tedesco attivo nella prima metà del Novecento con le sue battaglie politica.Anzi la sua è una lotta contro la stessa arte,intesa come ricerca del bello.
Qui il grottesco è inteso come satira sociale e mostra il lato interiore in una sorta di caricatura da vignetta;si intitola :"Le colonne della società",ed è del 1926.
Il terzo invece è un mio quadro virtuale,uno dei tantissimi che ho realizzato,praticamente ne ho preso uno a caso.
Il suo titolo è "Ho paura di esistere veramente",ed è del 2006.
Sarebbe una sorta di psicosi da protagonista,nel senso che il personaggio dell'opera ha il terrore di esistere veramente,ed cosciente del suo aspetto e il luogo dove è stato creato.Una sorta di crisi esistenziale proiettata in una specie di scarabocchio che avrò realizzato in meno di mezz'ora. Tutta l'arte di Silco si basa sul grottesco,se ancora non l'avevate capito.
Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà di H.R.Giger.
Bye-bye!










lunedì 17 settembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 12


Come se non bastassero gli inviti alle mostre e ai convegni spaziali,adesso pure ai matrimoni mi tocca andare.
L'invito proveniva dal lontanissimo pianeta Ereinobmob,il mittente era un certo principe e presto sposo Ihcnaib della sacra dinastia degli Ittefnoc.Insomma,adesso ero sempre ricercato da grossi personaggi.Esseri che indipendentemente dal loro bizzarro aspetto avevano grana da spendere.
Qui però non mi sembrava carino,essendo invitato,chiedere del denaro,che qui chiamano "pietre importanti",essendo fatte di un materiale simile all'argento che, dalle loro parti, vale come e più dello stesso oro. In omaggio al loro credo religioso,quasi fanatico,peggio che da noi,volli fare un quadro dedicato al Sacro Occhio,e qui si parla dell'occhio del Dio Enodib.Non ci misi molto, sfogliai un paio di libri di storia sacra nella biblioteca personale del principe ed il gioco era fatto.Prima del sontuoso pranzo era già pronto.Tanto in quello che chiamavano Chiesa,che sembrava una sorta di cantina circolare e maleodorante ,non ci potevo nemmeno entrare perché non ero un consanguineo dei due nuovi congiunti.
Al principe piacque talmente tanto che mi offrì un grande compenso se avessi fatto altri due ritratti a lui e alla sua sposa insieme con il mio regalo di nozze.
Quindi un quadro con il principe Ichnaib,dalla pelle azzurrognola e una strana capigliatura,ma forse era una cuffia,fatta di strane conchigliette aguzze,e al lato il mio Occhio di Enodib ,che dovetti firmare dietro perché altrimenti era come sporcare il vero occhio del venerando maestro.
Ed un altro con la sposa e principessa Otnat della seconda dinastia più importante del pianeta,quella degli Aizrovid.Stessa pelle bluastra e capigliatura della consistenza del metallo lavorato.Dimenticavo di dirvi che con me c'era anche un amico alieno di nome Nileb del pianeta Oiccurac,che per ringraziarlo per avermi fatto compagnia ed avermi fatto da guida per le varie città di questo, non poi cosi brutto pianeta,volli regalargli un quadro dedicato alla sua passione per gli animali da cortile.Questo quadro lo intitolato "Allergia",dato che la strana creatura che ha nel suo giardino,che ha una vaga somiglianza con una giraffa,ed è stranamente allergica a quello che mangia,cioè foglie di cespuglio spinoso.Che strani esseri esistono in questa cosi immensa natura galattica.
Bye-bye!



venerdì 14 settembre 2007

Dalla Terra # 11


OCLIS:LA GENESI

Tutto partiva da una radice,proprio cosi,una semplice radice di albero.Volevo che nei miei quadri astratti ci fossero sia un simbolico elemento della terra e della creazione ma con un senso etereo ,quasi volatile dello spazialismo astratto.Non è molto chiaro,posso capirlo,sono anche io al quanto perplesso su questo concetto di terra e spazio,ma lo trovo un contrasto molto affascinante.Sono molti gli elementi che compongono le mie opere.A parte le classiche forme ramificate ho provato ad introdurre elementi sia surrealistici e addirittura metafisici,nella citazione dei porticati di De Chirico.Il primo quadro si intitola:"Il possessivo",ed è del 2005.Il senso di spazio in questa rappresentazione è visto come invadente e opprimente come una ragnatela che occupa tutto lo spazio;disturbando quello che alle spalle appare come un pacifico tramonto.Gli elementi floreali servono a segnalare il senso di natura e vivacità,frequente nella maggior parte delle opere.
Nel secondo è anche più marcato questo concetto.Il suo titolo è "Gli idealisti",ed è del 2003;se notate bene quelli che possono sembrare una serie di alberi stilizzati e legati come fossero corde sono una sorta di bosco al rovescio.Gli idealisti vanno spesso controcorrente per affermare le proprie idee.
Il terzo ed ultimo è il più complesso sia come è stato realizzato ma anche da spiegare.Si intitola "Ommmm...",del 2006.In poche e spero comprensibili parole,si tratta del Ommm...quello che si dice in meditazione quando si vuole liberare la mente e che pare sia il primo suono dell'universo quello che avvene durante tutta la creazione.L'elemento simbolico della croce e della centralità come il cerchio spezzato da una sorta di occhio ultraterreno e le onde cosmiche ai lati come senso di energia implosa e poi esplosa.Chiaro? No? pazienza,io ci dormo comunque.Ora vi lascio e vi anticipo che nel prossimo aggiornamento si parlerà di arte grottesca.

Bye-bye!


martedì 11 settembre 2007

VIAGGI NELLA MENTE # 11


Una bella responsabilità quella che mi sono dovuto accollare un paio di giorni fa visitando per puro caso un pianeta di nome Otangab.Ero stato invitato dal principe Osotinav,unico erede del regno di Errat,l'unico stato del pianeta dato che quasi l'80% della sua superficie è bagnato dal mare.
Con la scusa di regalarmi una sua opera mi ha quasi obbligato a visitare una grande e al quanto movimentata città chiamata Ogoffa.Il motivo di così tanto concitato fervore,per non dire panico, era che in pochi giorni quel luogoo sarebbe stato sommerso dal mare.Quindi non mi sentivo cosi tanto allegro a dover sostare in quel posticino.
Ero persino in compagnia del Cancelliere e Governatore della città ,un certo Otudnev,che voleva a tutti i costi un suo ritratto con la costa e la sua cittadina come sfondo.Un ricordo che solo un rinomato pittore come me poteva realizzare;queste le sue parole.Io invece me la stavo facendo sotto.Metti che il maremoto si sarebbe fatto vedere prima del previsto.Io non so manco nuotare.
Un'intera giornata per un solo quadro:Lo voleva dettagliato, il Cancelliere,manco fossi un pittore fiammingo,dato che voleva si notasse bene la sua nuova divisa.
Il suo sguardo era sereno,non gli importava niente se la sua città' sarebbe scomparsa nel nulla e i suoi abitanti senza più una casa.No lui aveva già un altro incarico di governatore in un altra città'.Per la serie ognuno pensi alla pancia sua.Il principe Osotinav per i miei servigi volle che fossi il suo pittore di corte fin quando non avessi ultimato un altro quadro da dedicare alla povera città di Ogoffa.Mi disse che anche lui era un artista anche se aveva iniziato da poco.Adorava le sculture funerarie,soprattuto le antiche maschere da cerimonia.Volle regalarmene una a patto che lo ritraessi insieme ad essa.Io acconsentii dopo essermi toccato e fatto i dovuti scongiuri.La maschera funeraria aveva un nome che era tutto un programma"Aut -iccatrom" che tradotto significa che stai andandotene presto.
Ma che bell'augurio, sti pezzi di...Otangabiani.
Il quadro che feci per quella città dall'infausto destino lo volli fare in bianco e nero in stile acquerellato;anche per fare più in fretta ed andarmene presto da quella zona.Per precauzione avevo persino il salvagente ed una navicella con provetto pilota ad attendermi all'entrata del molo dove mi ero messo con il cavalletto.
Ora per fortuna sono all'asciutto e con un cimelio schifoso in più appeso per casa.
Bye-bye!